Sulla base dei primi lavori di Branemark sull’osteointegrazione, in letteratura è sempre stata posta particolare enfasi sulla necessità di possedere volumi e qualità ossea adeguata per il posizionamento delle fixture.
Secondo la visione classica dell’implantologia per poter ottenere un’adeguata percentuale di successo le fixture dovevano essere di almeno 13 mm di lunghezza e , 3,75 mm di diametro e posizionate in un osso di qualità D2 (secondo la classificazione di Misch).
Ai nostri giorni l’elevato livello raggiunto dalla chirurgia preimplantare permette ...
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TAG: Atrofia dei mascellari, atrofia ossea, chirurgia preimplantare, Giorgio Lombardo, impianti corti, Implantologia, innesti ossei, rialzo del seno mascellare