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	<title>Studio dentistico associato Lombardo - Implantologia &#187; Novità</title>
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	<description>Implantologia top in Italia</description>
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		<title>Master universitario in Parodontologia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 10:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[corsi parodontologia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Lombardo]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnamento Parodontologia]]></category>
		<category><![CDATA[Master in parodontologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno il Prof. Giogio Lombardo sarà coordinatore del Master di secondo livello in Parodontologia.
I corsi come di consueto si svolgeranno nelle aule della facoltà di Medicina e Chirurgia  e negli ambulatori odontoiatrici della Clinica Odontoiatrica e di  Chirurgia Maxillo-Facciale in piazzale Ludovico Antonio Scuro n°10.
Per l’ammissione al master è necessaria la laurea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="UNIVR" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/UNIVR1.jpg" alt="UNIVR" width="225" height="225" />Anche quest&#8217;anno il Prof. Giogio Lombardo sarà coordinatore del Master di secondo livello in Parodontologia.</p>
<p>I corsi come di consueto si svolgeranno nelle aule della facoltà di Medicina e Chirurgia  e negli ambulatori odontoiatrici della Clinica Odontoiatrica e di  Chirurgia Maxillo-Facciale in piazzale Ludovico Antonio Scuro n°10.<strong></strong><br />
Per l’ammissione al master è necessaria la laurea in  Odontoiatria o la specialità in Odontostomatologia in Italia e nei paesi  della Comunità Europea e abilitazione all’esercizio della professione  di odontoiatra in Italia.</p>
<p><strong></strong>Il master, suddiviso in 6 moduli formativi può essere  frequentato o “in toto” o in ogni singola sezione didattica.</p>
<p>I primi due  moduli formativi forniscono conoscenze di base e una preparazione  iniziale mentre dal terzo modulo si entra maggiormente nel dettaglio  spaziando dalla terapia delle tasche parodontali ai successivi due  moduli in chirurgia preprotesica e mucogengivale. La sezione conclusiva  del master verte sull’argomento “implantologia nel paziente parodontale”.</p>
<p><a href="http://www.studiodentisticolombardo.it/area-odontoiatri/prossimi-eventi/master-universitario-di-ii-livello-in-parodontologia" target="_self">&gt; vai all&#8217;articolo completo</a></p>
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		<title>Riguardo alle otturazioni in amalgama &#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:21:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Rimozione vecchie otturazioni in amalgama]]></category>

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		<description><![CDATA[La composizione dell&#8217; AMALGAMA DI MERCURIO normalmente utilizzata per le otturazioni prevede una metà in polvere costituita essenzialmente da metalli quali Argento ( circa il 70% ), Stagno ( 18% ), Rame ( 11% ) e Zinco ( 1% ) e da una metà liquida dovuta al Mercurio a temperatura ambiente.
Tutto ciò è contenuto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1666" title="DSCN1107" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/DSCN11071-300x201.jpg" alt="DSCN1107" width="300" height="201" />La composizione dell&#8217; AMALGAMA DI MERCURIO normalmente utilizzata per le otturazioni prevede una metà in polvere costituita essenzialmente da metalli quali Argento ( circa il 70% ), Stagno ( 18% ), Rame ( 11% ) e Zinco ( 1% ) e da una metà liquida dovuta al Mercurio a temperatura ambiente.<br />
Tutto ciò è contenuto in capsule predosate che vengono fatte vibrare per alcuni secondi attraverso l&#8217;utilizzo di un&#8217;apparecchiatura apposita così da creare, appunto attraverso questa miscelazione, un composto che attraversa una prima fase di circa tre minuti in cui deve essere condensato nella cavità preparata per l&#8217;otturazione seguita da una seconda fase dove deve essere modellato con una certa rapidità prima che si indurisca completamente.<br />
A distanza di almeno 24 ore seguirà poi la lucidatura e brillantatura attraverso gommini, spazzolini rotanti e polish montati su manipolo.</p>
<p>Questo in brevissima sintesi è quello che per decenni è sempre stato eseguito in tutto il mondo come si è soliti dire &#8221; in bocca ai pazienti &#8220;.</p>
<p>Chiediamoci però come sia possibile che queste otturazioni al momento dell’esecuzione siano  considerate del tutto innocue mentre al momento della rimozione ogni dentista è obbligato per legge a smaltirle come rifiuti speciali tossico-nocivi!</p>
<p>Una parte sempre maggiore di popolazione da alcuni anni si sta mostrando via via più sensibile alle problematiche relative ai DANNI DA RILASCIO DI MERCURIO nell’organismo che questo tipo di otturazioni comportano e che qui andremo a trattare.</p>
<p><a href="http://www.studiodentisticolombardo.it/area-pazienti/servizi/amalgama" target="_self">Vai all&#8217;area dedicata &gt;</a></p>
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		<title>Tutto quello che c’è da sapere sullo sbiancamento&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 11:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Sbiancamento dentale]]></category>
		<category><![CDATA[sbiancamento dentale verona]]></category>
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		<description><![CDATA[Sempre più forte è la richiesta da parte dei pazienti di ottenere un sorriso smagliante e denti più bianchi.
Spinti da una reale necessità oggettiva, da una consapevole ricerca estetica migliorativa o anche solo condizionati da una martellante influenza dei media televisivi, cartacei o web, abbiamo tutti fatto almeno un pensierino sulla possibilità di riottenere o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1619" title="sbiancamento-denti" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/sbiancamento-denti.jpg" alt="sbiancamento-denti" width="200" height="200" />Sempre più forte è la richiesta da parte dei pazienti di ottenere un sorriso smagliante e denti più bianchi.<br />
Spinti da una reale necessità oggettiva, da una consapevole ricerca estetica migliorativa o anche solo condizionati da una martellante influenza dei media televisivi, cartacei o web, abbiamo tutti fatto almeno un pensierino sulla possibilità di riottenere o aumentare il candore dei nostri denti.<br />
All’interno del sito abbiamo creato una nuova pagina dove vengono esaurientemete fornite con chiarezza tutte le risposte alle vostre domande o ai vostri dubbi sull’argomento.</p>
<p><a href="http://www.studiodentisticolombardo.it/area-pazienti/servizi/sbiancamento" target="_self">&gt;&gt;&gt; vai alla pagina Sbiancamento</a></p>
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		<title>Le bevande gassate e gli sport drinks nascondono rischi per lo smalto dentale</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 16:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[International Association for Dental Research]]></category>
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		<description><![CDATA[Le note e storiche bevande reperibili in commercio, da alcuni anni sono state affiancate da nuove e non meno pubblicizzate cosiddette “ sport drinks “ , ovvero dissetanti studiati e pensati per permettere allo sportivo di riequilibrare  i sali minerali e gli zuccheri persi durante lo sforzo atletico.
Queste ultime, sia quelle pensate per una distribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1467" title="bibite" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/bibite1.jpg" alt="bibite" width="209" height="143" />Le note e storiche bevande reperibili in commercio, da alcuni anni sono state affiancate da nuove e non meno pubblicizzate cosiddette “ sport drinks “ , ovvero dissetanti studiati e pensati per permettere allo sportivo di riequilibrare  i sali minerali e gli zuccheri persi durante lo sforzo atletico.<br />
Queste ultime, sia quelle pensate per una distribuzione tramite farmacie o parafarmacie, sia quelle acquistabili direttamente nei supermercati, se da una parte sono il frutto di attente ricerche per il miglioramento del recupero fisico, dall’altra hanno mantenuto in comune con le prime una caratteristica mancanza di attenzione verso i possibili danni a carico dei denti.</p>
<p>Tutte queste bibite infatti oltre ai sali di potassio e di magnesio, per citare i principali, agli zuccheri di glucosio o di altra origine e agli aromi al gusto di frutta, contengono, nella quasi totalità dei casi, anche svariate sostanze acide come l’acido citrico delle aranciate, l’acido tartarico dell’uva, l’acido malico delle mele e l’acido carbonico di tutte le bibite gassate.  Antagonisti efficaci sarebbero supplementi come il calcio, il fosfsto e il fluoro, ma a causa del loro sapore difficile da mascherare, le aziende produttrici ne hanno da sempre limitato l’uso.</p>
<p>Il brusco abbassamento del PH orale causato dal passaggio di questi liquidi è capace, se ripetuto abitudinalmente, di indebolire lo smalto dentale, finanche di esporre la dentina, poiché la normale salivazione impiega almeno trenta minuti prima di ripristinare il normale PH fisiologico. In questa finestra temporale aumenta notevolmente il rischio di favorire i processi cariosi.</p>
<p>Già nel 1993 il Prof. Monty Duggal, docente e responsabile del Dipartimento di Pedodonzia del Leeds Dental Institute di Leeds in Gran Bretagna, in uno studio pubblicato dal Journal of Dentistry, affermava che più del 50% dei bambini britannici tra i 5 e i 6 anni presenta erosione dentale, con interessamento dentinale nel 25% dei soggetti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1474" title="bibita 2" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/bibita-2.jpg" alt="bibita 2" width="158" height="105" />Molto più recentemente, in uno studio  presentato nell’ultimo congresso annuale dell’International Association for Dental Research (www.iadr.com) che si è tenuto a Miami, negli Stati Uniti, il Prof Mark Wolff, docente presso il dipartimento di cariologia del New York University College of Dentistry, ha invece dimostrato in laboratorio, immergendo elementi dantari sani in molte di queste bevande per un tempo simile a quello in cui queste persistono nel cavo orale, come al termine si ottiene sempre un marcato indebolimento dello strato più esterno dello smalto.</p>
<p>Per questo i consumatori abituali dovrebbero tener presente alcuni consigli:<br />
- cercare di concedersi il piacere di bere queste bibite durante i pasti quando il pH del cavo orale è già modificato dal cibo, e rinunciare a esse negli altri momenti della giornata evitando così di sottoporre lo smalto a nuovi continui attacchi<br />
- non lavare i denti dopo aver assunto queste bevande da sole per almeno trenta minuti per permettere allo smalto di ritornare “ completamente solido “ anche nei suoi strati più superficiali<br />
- quando possibile terminare il pasto con un bicchiere di latte o con un pezzo di formaggio, alimenti questi ricchi di calcio, aiuta a contrastare l’azione acida<br />
- non trattenere a lungo lo stesso sorso in bocca per gustrlo fino in fondo, ma al contrario ingerirlo rapidamente, meglio se con l’uso di una cannuccia<br />
- senza cadere negli eccessi pericolosi, sapere che una bevanda a temperatura ambiente o addirittura calda ha un potere acido erosivo maggiore di una fredda… almeno questo, anche se è poco, è per quasi tutti di facilissima attuazione.</p>
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		<title>Riguardo alla sensibilità dentinale&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 20:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sensibilità dentinale]]></category>
		<category><![CDATA[tubuli dentinali]]></category>

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		<description><![CDATA[La dentina è la parte di dente che riveste completamente la polpa e  che a sua volta è ricoperta dallo smalto a livello coronale e dal  cemento a livello radicolare.
Senza volerci addentrare in complesse descrizioni istologiche è  importante comunque accennare brevemente ad alcuni aspetti anatomici.
Essa è formata da materiale altamente mineralizzato, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1720" title="sensibilità" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/sensibilità.jpg" alt="sensibilità" width="96" height="106" />La dentina è la parte di dente che riveste completamente la polpa e  che a sua volta è ricoperta dallo smalto a livello coronale e dal  cemento a livello radicolare.<br />
Senza volerci addentrare in complesse descrizioni istologiche è  importante comunque accennare brevemente ad alcuni aspetti anatomici.<br />
Essa è formata da materiale altamente mineralizzato, ma comunque molto  meno “ duro “ dello smalto ed è attraversata da innumerevoli  microscopici canali che partono dalla polpa e arrivano fino allo smalto,  aventi un diametro che da 2,5 micron si riduce fino a 0,9.</p>
<p>Il numero di tubuli dentinali a ridosso della polpa raggiunge e  supera i 40000 per millimetro quadrato per diminuire a circa 30000 a  metà dello spessore della dentina fino a scendere a 20000 al  raggiungimento della parete interna dello smalto.</p>
<p>A loro volta i tubuli contengono nel loro interno i processi  odontoblastici che non sono altro che prolungamenti delle cellule della  polpa, posizionate subito a ridosso della parete interna della dentina, e  dal fluido dentinale in cui questi galleggiano.<br />
Una cosa importante da sottolineare è l’assoluta mancanza di fibre  nervose all’interno di questi tubuli.</p>
<p>Allora come mai in alcuni pazienti l’esposizione della dentina,  quando stimolata dall’esterno, provoca un aumento di sensibilità che può  essere più o meno fastidioso fino addirittura a trasformarsi in un  conclamato quadro doloroso ?</p>
<p><a href="http://www.studiodentisticolombardo.it/area-pazienti/servizi/sensibilita-dentinale" target="_self">Vai all&#8217;Area dedicata &gt;</a></p>
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		<title>Tanti auguri di Buona Pasqua</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 19:36:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Studio Dentistico Associato Lombardo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel fare a tutti i più cari auguri segnaliamo che lo Studio Dentistico Associato Lombardo rimarrà chiuso da giovedì 1  a lunedì 5 Aprile.
Rimangono comunque attivi il Sito e la sua Area Contatti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1632" title="pasqua" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/pasqua.gif" alt="pasqua" width="407" height="310" /></p>
<p>Nel fare a tutti i più cari auguri segnaliamo che lo Studio Dentistico Associato Lombardo rimarrà chiuso da giovedì 1  a lunedì 5 Aprile.</p>
<p>Rimangono comunque attivi il Sito e la sua Area Contatti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stress e malattia parodontale: evidenziati i meccanismi causa-effetto.</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parodontologia]]></category>
		<category><![CDATA[glucocorticoidi]]></category>
		<category><![CDATA[Malattia parodontale]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti studi scientifici hanno dimostrato che la depressione, l’ansia e lo stress sono ormai da considerarsi a tutti gli effetti come fattori di rischio per l’insorgere, lo sviluppo o la riacutizzazione della malattia parodontale.
Per capire quale sia il meccanismo alla base di questa correlazione  ci viene in aiuto un’interessante articolo apparso sul Journal of Periodontology [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1434" title="stres-291x300" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/stres-291x300-150x150.jpg" alt="stres-291x300" width="150" height="150" />Molti studi scientifici hanno dimostrato che la depressione, l’ansia e lo stress sono ormai da considerarsi a tutti gli effetti come fattori di rischio per l’insorgere, lo sviluppo o la riacutizzazione della malattia parodontale.<br />
Per capire quale sia il meccanismo alla base di questa correlazione  ci viene in aiuto un’interessante articolo apparso sul Journal of Periodontology che riporta i risultati di una revisione della letteratura relativa a tutte le pubblicazioni sull’argomento  a partire dal 1990.<br />
Tra tutti i lavori, quattordici erano quelli dedicati esclusivamente alla comprensione del rapporto diretto tra stati psicologici e abbassamento delle difese immunitarie con rilevanza a livello del cavo orale.</p>
<p>Lo stress è una fondamentale reazione dell’individuo che viene messa in gioco ogni giorno per far fronte a particolari situazioni, tuttavia quando questo “ momento psicologico “ si protrae nel tempo e diventa esagerato rispetto alla capacità di rielaborazione, nel soggetto interessato puo’ verificarsi un susseguirsi di risposte fisiologiche non positive.<br />
Da un’area del cervello chiamata ipotalamo iniziano ad essere rilasciati ormoni che a loro volta liberano corticotropina che stimola la corteccia surrenale a produrre glucocorticoidi.<br />
Questi ultimi sono i responsabili di una diminuzione dei linfociti, dei monociti e degli eosinofili circolanti con conseguente inibizione dell’accumulo di macrofagi, eosinofili e neutrofili nelle aree interessate dall’infiammazione dei tessuti parodontali.</p>
<p>Un altro aspetto importante da non trascurare è che gli stessi glucocorticoidi surrenalici inibiscono in modo significativo la produzione di immunoglobuline A che normalmente intervengono per combattere la colonizzazione dei distretti in questione da parte dei patogeni orali.<br />
Fondamentalmente si può quindi affermare che oltre agli aspetti psicologici in grado di abbassare il livello di attenzione verso l’igiene orale domiciliare quotidiana, le situazioni prolungate e severe di stress, ansia e depressione sono alla base di un diminuzione della risposta immunitaria che a livello orale si manifesta, soprattutto nei soggetti già colpiti da malattia parodontale, con una ripresa e nuovo vigore delle manifestazioni patologiche infiammatorie.</p>
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		<title>Chi soffre di parodontite può essere a &#8220;rischio diabete&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 08:59:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
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		<category><![CDATA[parodontologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da ricercatori della Facoltà di Odontoiatria della New York University è stato recentemente pubblicato sul Journal of Public Health Dentistry uno studio statistico riguardante il legame diretto tra par odontopatie e diabete.
Sulla base dei dati forniti da un’indagine eseguita nel 2004 su 3000 soggetti tra adulti e bambini mirante a verificarne lo stato di salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1523" title="diabete" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/diabete.jpg" alt="diabete" width="203" height="136" />Da ricercatori della Facoltà di Odontoiatria della New York University è stato recentemente pubblicato sul Journal of Public Health Dentistry uno studio statistico riguardante il legame diretto tra par odontopatie e diabete.</p>
<p>Sulla base dei dati forniti da un’indagine eseguita nel 2004 su 3000 soggetti tra adulti e bambini mirante a verificarne lo stato di salute generale in rapporto al tipo di nutrizione si è potuto estrapolare un dato allarmante : il 93% dei soggetti affetti da parodontite ( non trattata ) è da considerarsi a rischio elevato di diabete, mentre solo il 63% tra coloro che non sono parodontopatici.</p>
<p>Dalla stesa ricerca si è potuto apprendere che la presenza di malattia parodontale si accompagna spesso ad altri due fattori di rischio fondamentali per il diabete come un parente di primo grado  diabetico e l’ipertensione arteriosa.</p>
<p>La cosa interessante è che oltre la metà delle persone oggetto dello studio era stata nei dodici mesi precedenti visitata da un dentista o aveva ricevuto cure odontoiatriche. Questo la dice lunga su quanto sia importatnte il ruolo del dentista in generale e del parodontologo in particolare, suggerendo ai pazienti con questi fattori di rischio incrociati uno screening del diabete, nella prevenzione verso questa malattia e nel ridurre quindi il numero di casi non diagnosticati in tempo utile.</p>
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		<title>Il Quarto Superiore : approccio multidisciplinare</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 20:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno 20 febbraio 2010, presso la Sala Riunioni  della Sede dell&#8217;  OMCeO di Venezia,  il Prof. Giorgio Lombardo ha tenuto una relazione su &#8221; Gli  aspetti parodontali ed implantoprotesici del Quarto Superiore &#8221; nell&#8217;ambito del Corso di Aggiornamento organizzato dall&#8217; Ordine dei  Medici e Odontoiatri sul tema : Il Quarto Superiore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno 20 febbraio 2010, presso la Sala Riunioni  della Sede dell&#8217;  OMCeO di Venezia,  il Prof. Giorgio Lombardo ha tenuto una relazione su &#8221; <span style="color: #ff6600;"><strong>Gli  aspetti parodontali ed implantoprotesici del Quarto Superiore</strong></span> &#8221; nell&#8217;ambito del Corso di Aggiornamento organizzato dall&#8217; Ordine dei  Medici e Odontoiatri sul tema : Il Quarto Superiore &#8211; approccio  multidisciplinare .</p>
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		<title>In Implantologia qualità non sempre garantita</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 10:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lombardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Implantologia]]></category>
		<category><![CDATA[implantologia low-cost]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mese di febbraio si è tenuto a Roma il Congresso Internazionale della Società Italiana di Implantologia Osteointegrata (SIO).
Grande attenzione è stata posta sulla scarsa regolamentazione relativa alla produzione e commercializzazione di un numero sempre maggiore di impianti per nulla o poco scientificamente certificati.
A fronte di un crescita esponenziale di richiesta da parte della popolazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mese di febbraio si è tenuto a Roma il Congresso Internazionale della Società Italiana di Implantologia Osteointegrata (SIO).</p>
<p>Grande attenzione è stata posta sulla scarsa regolamentazione relativa alla produzione e commercializzazione di un numero sempre maggiore di impianti per nulla o poco scientificamente certificati.</p>
<p>A fronte di un crescita esponenziale di richiesta da parte della popolazione di questo tipo di terapia sostitutiva dei denti mancanti (su un campione di oltre 600 persone, il 68% dei cittadini richiede l’utilizzo degli impianti considerati più pratici, duraturi ed efficaci rispetto alle dentiere ) è cresciuto parallelamente tutto un mercato di contraffazione fatto di impianti copiati sullo stampo di quelli originali chiamati appunto “ cloni “ provenienti da paesi non disciplinati in materia come Brasile, Cina e Korea.</p>
<p>Sono più di trecen<img class="alignleft size-full wp-image-1506" title="imp1" src="http://www.studiodentisticolombardo.it/wp-content/uploads/imp1.jpg" alt="imp1" width="150" height="90" />to le tipologie di impianti reperibili in Italia ed è evidente, agli occhi dei professionisti seri, quanto piccola sia la percentuale di questi in possesso dei requisiti minimi necessari per poter essere, in piena scienza e coscienza, utilizzati sul paziente.<br />
Molto pochi infatti sono quelli “in possesso di una documentazione scientifica basata su studi condotti da istituzioni di ricerca indipendenti che ne attesti l’affidabilità nel lungo periodo” come afferma il presidente SIO.</p>
<p>In un momento congiunturale economico come questo che tutti conosciamo salta all’occhio come il fiorire di terapie implantologiche low cost trovi facile ingannevole attrazione sul paziente che, totalmente ignaro di “ cosa gli venga messo in bocca “, si affida a terapie, per così dire, poco scrupolose.<br />
Lo stesso Ministro della Salute Ferruccio Fazio inoltre ha affermato di voler valutare l&#8217;ipotesi di inserimento &#8220;nelle forme integrative di assistenza&#8221; degli interventi di implantologia, mentre per quanto riguarda la qualità, ha sottolineato l&#8217;importanza delle &#8220;raccomandazioni cliniche in ambito odontoiatrico&#8221; promosse dal ministero.</p>
<p>Per questo la SIO ha elaborato delle prime regole base per i pazienti:</p>
<p>•    affidarsi ad un professionista laureato ed iscritto all’albo che, possibilmente, abbia svolto corsi di                     specializzazione specifici nel campo dell’implantologia<br />
•    esigere dal dentista notizie sul tipo di impianto da inserire<br />
•    diffidare dei costi troppo bassi<br />
•    farsi rilasciare dal dentista un certificato sul tipo di sistema implantare utilizzati</p>
<p>Il Congresso si è concluso ponendo le basi del “ Progetto qualità del Ministero della Salute per l’Odontoiatria “  con l’obbiettivo di garantire la massima tutela ai pazienti.</p>
<p><a href="http://www.salutedomani.com/il_weblog_di_antonio/2010/02/implantologia-utenti-chiedono-sicurezza-e-qualita-congresso-a-roma-rischio.html" target="_self"></a></p>
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