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Amalgama e Mercurio

Studio dentistico associato Lombardo  >  Odontoiatria  >  Amalgama e Mercurio

L’otturazione dentaria (o otturazione odontoiatrica) è un intervento importante cui molte persone fanno ricorso per ricostruire tessuto dentale andato perduto a causa della carie; si tratta di un’operazione che richiede estrema attenzione sia da parte del professionista sia da parte del paziente, a causa delle diverse controindicazioni che potrebbero presentarsi in seguito.

 

Il vecchio tipo di otturazione è ancor oggi causa di problemi in cui l’Amalgama Dentale e il Mercurio hanno un ruolo molto importante. L’odontoiatra interviene riempiendo la cavità che si crea in un dente in seguito ad un evento patologico, utilizzando una lega, appunto l’Amalgama, a sua volta formata da vari metalli quali:

  • Argento (70%)
  • Stagno (18%)
  • Rame (11%)
  • Zinco (1%)
  • da una metà liquida composta da Mercurio a temperatura ambiente.

 

La procedura per ottenere l’Amalgama d’Argento

La procedura per ottenere l’Amalgama d’Argento è estremamente complessa, poiché è necessario fare molta attenzione alle esigenze del paziente che soffre il dolore dentinale e, al contempo, al modo migliore per evitare che i composti della lega si disperdano all’interno della cavità orale.

 

I metalli dell’Amalgama d’Argento vengono racchiusi in capsule predosate, che attraverso l’utilizzo di un’apposita apparecchiatura, vibrano per alcuni secondi, creando un composto che attraversa una prima fase della durata di tre minuti nella quale avviene una condensazione nella cavità preparata per l’otturazione, e una seconda fase dove il composto viene modellato in maniera rapida, prima che si indurisca completamente.

A distanza di almeno 24 ore seguirà poi la lucidatura e brillantatura attraverso gommini, spazzolini rotanti e polish montati su manipolo.

 

Le possibili controindicazioni e complicazioni

È importante che sia il paziente sia l’odontoiatra prestino molta attenzione alle controindicazioni che si possono riscontrare nel caso si vogliano rimuovere le vecchie otturazioni. La loro rimozione è in genere consigliata se vi sono evidenze cliniche come fratture coronali, irregolarità dei margini dell’otturazione con infiltrazione, fistola gengivale, o evidenze sintomatologiche come dolore alla masticazione, sensibilità al freddo e al caldo, mal di denti, o radiografiche come le lesioni periapicali.

 

La rimozione delle ricostruzioni

Le complicazioni riguardanti la rimozione dell’Amalgama d’Argento sono molte, ma a ricoprire un ruolo fondamentale nella decisione di intraprendere questa procedura, è la professionalità dell’odontoiatra, che deve sempre attenersi a precisi protocolli come ad esempio l’isolamento del campo operatorio con una diga di gomma, utile ad assicurare che il dente interessato sia isolato dal resto del cavo orale e dall’orofaringe.

Se la ricostruzione mostra segni d’infiltrazione con un’evidente non chiusura sul dente, si può preferire una nuova ricostruzione, considerando sempre i vantaggi e gli svantaggi di questa decisione.

 

Lo Studio Lombardo: innovazione nella scelta dei materiali

Fin dai primissimi anni della professione, il Dott. Luca Lombardo ha studiato approfonditamente i pro e i contro dell’utilizzo dell’amalgama, dedicandosi con convinzione alla ricerca e all’utilizzo presso il nostro Studio dentistico, di altri materiali non tossici, importanti nel campo dell’odontoiatria, anche dal punto di vista estetico.

Negli ultimi anni le aziende del settore hanno fatto passi da gigante garantendo la possibilità di scelta tra materiali sempre più affidabili, tenendo in considerazione anche il coefficiente di abrasione e la stabilità dimensionale a lungo termine.

 

In paesi come la Norvegia, la Svezia, la Danimarca, è vietato ai dentisti di otturare i denti dei propri pazienti con un amalgama che contenga il mercurio, mentre in Italia il Decreto Ministeriale del 2001, senza prendere una posizione nettamente contraria, sconsiglia l’utilizzo dell’amalgama soltanto per le donne in gravidanza e in allattamento, per i bambini sotto i sei anni, per i nefropatici e per i pazienti allergici al mercurio.

 

Il rilascio del mercurio nell’organismo e i danni che possa provocare

Il mercurio è principalmente assorbito attraverso inalazione diretta del vapore che riesce a entrare in circolo attraverso il letto alveolare a livello polmonare. L’assorbimento giornaliero di mercurio metallico, oltre che da ovvie variabili legate a differenze soggettive come le forze masticatorie e l’aumento della temperatura intra-orale, dipende poi da alcuni fattori quali il livello di igiene orale personale e il tipo di spazzolamento, la tipologia del cibo masticato e quanto questo sia più o meno acido, l’abitudine a masticare in eccesso chewing-gum, presenza di parafunzioni quali il bruxismo o il serramento delle arcate, presenza di fenomeni di elettrogalvanismo, la superficie esposta in millimetri quadrati delle otturazioni ed il numero delle stesse.

 

La dinamica del rilascio di mercurio è influenzata in modo evidente dalla masticazione con un picco presente fin dai primi cicli masticatori del pasto e con un tempo non inferiore a due ore prima di poter tornare ai livelli visti sopra.

Particolare attenzione inoltre va posta alla capacità di questo metallo di attraversare facilmente la placenta con le ovvie conseguenze sul feto e di essere assorbito dal neonato attraverso il latte materno.

 

Come valutare l’eccessiva presenza di mercurio nell’organismo?

L’esame di ricerca più indicato per valutare la presenza di un aumento dei livelli di mercurio nell’organismo è certamente il cosiddetto Mineralogramma, eseguito attraverso l’analisi del capello. Si tratta di un test del tutto affidabile e riconosciuto dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in grado di apportare informazioni sulla funzionalità del metabolismo. Il Mineralogramma rileva quali equilibri siano stati alterati, la necessità di integratori minerali e vitaminici, e quali metalli tossici si stanno accumulando nell’organismo, in un largo anticipo ai sintomi o alla dimostrazione delle apposite analisi.
Sono sconsigliati, altri esami come il Patch Test, il Melisa Test, Dosaggio del Mercurio o il Profilo delle porfirine, a causa della scarsa affidabilità retroattiva e per la loro genericità.

 

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4 Commenti
  • Emanuele
    29 luglio 2014 at 21:03

    Sono molto contento di aver trovato questo vostro forum per poter raccontare la mia esperienza in merito all’amalgama dentale e ai suoi effetti/danni collaterali. Sono 25 anni che porto nella mia bocca la bellezza di 19 otturazioni in amalgama composto da mercurio e vari metalli pesanti (attualmente ne ho rimaste 15 perchè ho fatto estrarre i 4 denti del giudizio che anch’essi avevo fatto curare). Problemi legati all’intossicazione di questi metalli pesanti ne ho avvertiti inconsapevolmente da circa 10 anni a questa parte, tra i quali, gengiviti, lichen alle gambe, infiammazioni ai tessuti molli della bocca/gola/faringe. emicranie, infiammazioni legate alle vie intestinali ed urinarie ecc.ecc. Due anni fà la gengivite comincia a farsi seria e decido con il mio dentista di estrarre i 4 denti del giudizio per lasciare più spazio vitale agli altri ma da questo momento è cominciato il mio incubo. Tutti quei problemi che ho elencato in precedenza si amplificano pian piano, e si aggiungono insonnia, depressione fisica ed emotiva, i capillari dei tessuti molli si dilatano si rompono e creano piccole emorragie, la TAC alla testa evidenzia infiammazioni pure lì, la vista cala, incomincia una discreta sensibilizzazione della mia cute al tatto con i metalli, mi si formano pruriginose vescichette sulle mani braccia e collo, avverto un sapore disgustoso in bocca, la lingua si irrita come se toccasse una superfice metallica, l’emicrania diventa insopportabile. Visito decine di specialisti e nessuno (dentista compreso) mi illumina sul problema otturazioni/amalgama/mercurio. A questo punto incomincio a navigare in Internet alla ricerca di un killer che mi spari sulla testa e invece trovo una serie di documentazioni (anche un servizio RAI/Report) in cùi mi ritrovo come in uno specchio. Da lì in avanti nessun dottore/specialista mi ha incoraggiato ad intraprendere questo percorso di rimozione delle vecchie amalgame, alcuni dicendomi che rischio molto di più a farle estrarre per via della polverizzazione/nebulizzazione del mercurio, altri addirittura trattandomi come un visionario/depresso che si è fatto infinocchiare da infondate dichiarazioni pubblicate in rete. Fatto stà che nessuno di questi specialisti (che ho pagato profumatamente!!!) è stato in grado di dirmi di che cosa soffro !!!! A questo punto, visto che pian piano mi stò facendo “mangiare” da questo strano ignoto male di cùi non conosco la natura (e da cùi voglio ancora difendermi) ho contattato un dentista che mi ha garantito di estrarmi queste vecchie otturazioni con tutte le precauzioni del caso (diga, aspiratore ed una manciata di amulèti) e Venerdi prossimo 1 Agosto vado sotto i ferri. Mi àuguro di aver fatto la scelta giusta !!!! Un abbraccio a tutti !!!!! EMANUELE

  • Alessia
    4 aprile 2014 at 18:27

    Salve, sono una ragazza di 22 anni e da poco ho conosciuto i rischi di un otturazione in amalgama, anche grazie al vostro sito. Vorrei sapere se ci siano in Sicilia dei dentisti affidabili per rimuoverle. Ne ho 4 purtroppo, e sono parecchio. preoccupata perché le ho già da 8 anni.. Attendendo una vostra risposta, vi ringrazio in anticipo.

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