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Il tartaro

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Il tartaro è la mineralizzazione della placca batterica, una specie di pellicola appiccicosa formata da batteri, cellule morte e residui di cibo che si deposita fortemente sui denti, tanto che non è rimovibile con lo spazzolino.
Ne garantisce la rimozione completa l’intervento del dentista o dell’igienista dentale con strumenti appositamente manovrati, in un processo chiamato detartrasi o ablazione tartaro. 
I
l tartaro ha un colorito giallognolo, ma raramente può subire variazioni di colore dal bianco al grigio scuro.
Ciò dipende dalle sostanze con le quali viene a contatto. Ad esempio il fumo di sigaretta tende a scurirlo.
Placca e tartaro sono strettamente correlati: se la prima non viene rimossa attraverso la classica igiene orale domiciliare entro 12-18 ore, si calcifica iniziando a produrre depositi di tartaro.
La placca si associa a sali calcarei e fosfati presenti nella saliva e forma una concrezione dura e molto adesiva.
Proprio per questo i depositi si trovano più spesso vicino alle ghiandole salivari.

La rimozione del tartaro, chiamata ablazione tartaro o detartrasi, avviene manualmente.
Questa procedura viene solitamente eseguita in uno studio odontoiatrico da un dentista o da un igienista dentale (una figura professionale specializzata proprio in questo settore).
Per effettuare la detartrasi i professionisti del cavo orale utilizzano dei particolari strumenti: gli ablatori.
Questi strumenti utilizzano degli ultrasuoni che, producendo vibrazioni, sono in grado di staccare le concrezioni calcaree dai tuoi denti. 
Nel caso in cui sia presente del tartaro sub-gengivale è possibile anche che dentista o igienista dentale utilizzino degli altri presidi, chiamati curettes.
Si tratta di strumenti manuali che presentano diverse fogge e forme in modo da raggiungere tutte le porzioni dei denti e rimuovere così efficacemente i depositi di tartaro.
A questa operazione viene associata la lucidatura dei denti che diminuisce ulteriormente il rischio di infiammazioni gengivali.
Generalmente si consiglia di sottoporsi a questo tipo di intervento di rimozione ogni 6 mesi, in base alla velocità di deposito del tartaro che varia da persona a persona.

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