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Le bevande gassate e gli sport drinks nascondono rischi per lo smalto dentale

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Le bevande gassate e gli sport drinks nascondono rischi per lo smalto dentale

bibiteLe note e storiche bevande reperibili in commercio, da alcuni anni sono state affiancate da nuove e non meno pubblicizzate cosiddette “ sport drinks “ , ovvero dissetanti studiati e pensati per permettere allo sportivo di riequilibrare  i sali minerali e gli zuccheri persi durante lo sforzo atletico.
Queste ultime, sia quelle pensate per una distribuzione tramite farmacie o parafarmacie, sia quelle acquistabili direttamente nei supermercati, se da una parte sono il frutto di attente ricerche per il miglioramento del recupero fisico, dall’altra hanno mantenuto in comune con le prime una caratteristica mancanza di attenzione verso i possibili danni a carico dei denti.

Tutte queste bibite infatti oltre ai sali di potassio e di magnesio, per citare i principali, agli zuccheri di glucosio o di altra origine e agli aromi al gusto di frutta, contengono, nella quasi totalità dei casi, anche svariate sostanze acide come l’acido citrico delle aranciate, l’acido tartarico dell’uva, l’acido malico delle mele e l’acido carbonico di tutte le bibite gassate. 
Antagonisti efficaci sarebbero supplementi come il calcio, il fosfsto e il fluoro, ma a causa del loro sapore difficile da mascherare, le aziende produttrici ne hanno da sempre limitato l’uso.

Il brusco abbassamento del PH orale causato dal passaggio di questi liquidi è capace, se ripetuto abitudinalmente, di indebolire lo smalto dentale, finanche di esporre la dentina, poiché la normale salivazione impiega almeno trenta minuti prima di ripristinare il normale PH fisiologico.
In questa finestra temporale aumenta notevolmente il rischio di favorire i processi cariosi.

Già nel 1993 il Prof. Monty Duggal, docente e responsabile del Dipartimento di Pedodonzia del Leeds Dental Institute di Leeds in Gran Bretagna, in uno studio pubblicato dal Journal of Dentistry, affermava che più del 50% dei bambini britannici tra i 5 e i 6 anni presenta erosione dentale, con interessamento dentinale nel 25% dei soggetti.

bibita 2Molto più recentemente, in uno studio  presentato nell’ultimo congresso annuale dell’International Association for Dental Research (www.iadr.com) che si è tenuto a Miami, negli Stati Uniti, il Prof Mark Wolff, docente presso il dipartimento di cariologia del New York University College of Dentistry, ha invece dimostrato in laboratorio, immergendo elementi dantari sani in molte di queste bevande per un tempo simile a quello in cui queste persistono nel cavo orale, come al termine si ottiene sempre un marcato indebolimento dello strato più esterno dello smalto.

Per questo i consumatori abituali dovrebbero tener presente alcuni consigli:
– cercare di concedersi il piacere di bere queste bibite durante i pasti quando il pH del cavo orale è già modificato dal cibo, e rinunciare a esse negli altri momenti della giornata evitando così di sottoporre lo smalto a nuovi continui attacchi
– non lavare i denti dopo aver assunto queste bevande da sole per almeno trenta minuti per permettere allo smalto di ritornare “ completamente solido “ anche nei suoi strati più superficiali
– quando possibile terminare il pasto con un bicchiere di latte o con un pezzo di formaggio, alimenti questi ricchi di calcio, aiuta a contrastare l’azione acida
– non trattenere a lungo lo stesso sorso in bocca per gustrlo fino in fondo, ma al contrario ingerirlo rapidamente, meglio se con l’uso di una cannuccia
– senza cadere negli eccessi pericolosi, sapere che una bevanda a temperatura ambiente o addirittura calda ha un potere acido erosivo maggiore di una fredda… almeno questo, anche se è poco, è per quasi tutti di facilissima attuazione.

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