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Arcate complete su impianti

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La perdita di tutti gli elementi dentali di un’arcata o di entrambe le arcate rappresenta un momento particolarmente difficile per chiunque.

Anche se lentamente l’idea ha avuto il tempo di trasformarsi in necessario convincimento, riuscire ad affrontare l’evento serenamente è più facile quando si sente la vicinanza emozionale e psicologica dell’intero team di professionisti a cui si è deciso di affidarsi.

Questo è sicuramente un aspetto importantissimo di cui tener conto e fin dalla prima visita e ogni nostro paziente ha potuto constatare che l’attenzione verso la persona, le sue ansie e il superamento delle sue preoccupazioni sono nel nostro studio elementi di comportamento medico e odontoiatrico imprescindibili in ogni terapia.

 

Cosa fare allora per dare le giuste risposte terapeutiche alla riabilitazione di un’intera arcata edentula ?

Da sempre la soluzione base è il confezionamento di una protesi totale mobile, la cosiddetta dentiera, ma come tutti sanno non sempre questa risulterà soddisfacente e confortevole soprattutto per la presenza dell’intero palato in resina per quella superiore o per la non sempre garantibile stabilità e fermezza di quella inferiore.

Ecco allora la necessità di affiancare quotidianamente l’utilizzo di collanti speciali perché questo inconveniente venga in qualche modo superato.

Oggi però attraverso l’implantologia, disciplina questa che negli ultimi anni ha fatto veramente grandi passi avanti raggiungendo davvero un buon livello di predicibilità di successo a lungo termine, è possibile affrontare serenamente il futuro consapevoli che il raggiungimento di un confort sia masticatorio che estetico è possibile.

Le tecniche chirurgiche, soprattutto quando l’osso a disposizione è scarso o addirittura assente, si sono negli anni trasformate, dove possibile, da molto invasive a decisamente affrontabili con serenità e anche i decorsi post operatori sono oggi assolutamente superabili in assenza di dolore.

 

Le tipologie di riabilitazioni protesiche sono fondamentalmente di due tipi: protesi fisse su impianti e protesi rimovibile per le quotidiane manovre di igiene.

Quelle fisse sono a loro volta classificabili in cementate o avvitate.

Nel primo caso avremo dei cosiddetti monconi connessi agli impianti su cui poi verrà cementato direttamente il manufatto protesico di tipo fisso (il circolare in metallo-resina o in zirconio ceramica principalmente), nel secondo i monconi connessi agli impianti alloggeranno al loro interno una filettatura di precisione su cui poi verrà avvitata una protesi completa, questa volta però priva di tutto l’ingombro palatale per quanto riguarda l’arcata superiore e assolutamente stabile e confortevole per quella inferiore.

Nel secondo caso gli impianti potranno invece essere collegati tra di loro da una barra che può essere eseguita secondo protocolli, sezioni e filosofie diverse, ma che avrà sempre alla fine la capacità di connettersi con una struttura metallica di vario tipo o con semplici attacchi singoli presenti all’interno della protesi definitiva, che potrà per questo avere la possibilità, attraverso l’applicazione di una facile pressione o trazione di essere posizionata in bocca o rimossa.

Un aspetto importante che non va dimenticato è la possibilità di eseguire impianti dentali a carico immediato, ormai diventata consuetudine, per offrire al paziente il confort di “uscire” dall’implantologia già con una dentatura provvisoria, funzionalmente ed esteticamente più che soddisfacente, eseguita immediatamente e avvitata subito sugli impianti appena posizionati.

Questa implantologia immediata dell’arcata completa, soprattutto quando riguarda quella inferiore, garantisce un decorso post-chirurgico del tutto asintomatico in quanto il provvisorio è supportato dagli impianti e non poggia direttamente sulle gengive oltre a non avere alcuna mobilità fin da subito.

Spesso, addirittura, al momento del commiato dopo l’intervento ci si stupisce di come non sembri neanche sia stato eseguito.

A distanza poi comunque di un lasso di tempo che può variare, a seconda della tipologia di impianti impiegati, da quattro a sei mesi, si procederà al perfezionamento della protesi definitiva, la cui tipologia, scelta precedentemente in modo consapevole attraverso anche l’ausilio di immagini al computer di casi già portati a termine, sarà sicuramente in grado di centrare completamente le aspettative sia funzionali che estetiche del paziente.

Da ultimo, ma ovviamente non certo poco importante, il Prof. Giorgio Lombardo per gli aspetti legati all’implantologia e alla salute di osso e gengive, il Dott. Luca Lombardo, affiancato sempre dall’Odontotecnico Corrado Rossi, per quelli invece legati alla protesi unitamente al team di dottori in Igiene Dentale saranno sempre presenti nel programmare ed eseguire personalmente i controlli periodici secondo il protocollo più corretto concordato col paziente, così da garantire davvero la longevità del risultato ottenuto.

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