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Utilizzo di impianti corti nelle riabilitazioni dei settori posteriori : risultati preliminari

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Utilizzo di impianti corti nelle riabilitazioni dei settori posteriori : risultati preliminari

Lombardo G, Corrocher G, Russo A, Trevisiol L, Urbani U, Nocini PF
Quintessenza Internazionale 2008: vol. 5, pp 25-42

DSC_2486 copiaScopo di questo lavoro è stato quello di valutare la stabilità al momento del posizionamento delle viti di guarigione di impianti a superficie sinterizzata di dimensioni pari a 5×5 mm. Allo studio hanno partecipato 20 pazienti di età compresa tra i 40 e i 70 anni, parzialmente edentuli nei settori laterali della mandibola e/o del mascellare superiore. Le aree edentule dovevano presentare un grave riassorbimento osseo in senso verticale cosicché la mandibola doveva presentare uno spessore osseo ≥ 6mm e una distanza tra la cresta ossea e nervo alveolare (AC- NAI) ≤ 7mm, e il mascellare superiore una distanza tra il margine crestale e il pavimento del seno mascellare (AC-SF) compresa tra 3mm – 6mm.. Gli impianti utilizzati nel nostro studio sono stati gli Endopore Dental System a superficie porosa sinterizzata di diametro pari a 5mm e lunghezza pari a 5mm con 1 mm di collare macchinato liscio, di forma tronco-conica con un design che ne permette l’inserimento a pressione ad esagono esterno. Nel corso di questo studio sono stati inseriti complessivamente 32 impianti di cui,  16 nel mascellare superiore (8 con la tecnica di compattazione laterale mediante osteotomi e 8 impianti nel mascellare superiore per mezzo di osteotomi secondo la tecnica di minirialzo del seno mascellare secondo Summers) e 16 nella mandibola per mezzo di frese. Al momento della vite di guarigione, è stato valutato il valore di stabilità implantare attraverso l’analisi della frequenza di risonanza (RFA) con l’apparecchiatura Osstell. Dai valori di stabilità ottenuti abbiamo potuto concludere che questo particolare tipo di impianti sembra essere in grado di fornire al momento del rientro chirurgico ottimi livelli di osteointegrazione sia nel mascellare che nella mandibola. In situazioni di estremo riassorbimento crestale dove è stato necessario eseguire consensualmente al posizionamento dell’impianto, un mini rialzo di seno, i livelli di stabilità implantare hanno dimostrato delle forti oscillazioni da caso a caso, per cui il grado di affidabilità di questo tipo di soluzione resta ancora incerto.

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